Visto il nuovo decreto ministeriale e il ritorno alla DAD, abbiamo intervistato il nostro direttore Aldo Zaboi a proposito di questa nuova fase emergenziale.

Quale differenza c’è tra didattica a distanza dell’anno scorso, e quella di quest’anno?

Sicuramente c’è un clima più consapevole, soprattutto verso gli strumenti utilizzati, sia da parte delle insegnanti che da parte dei ragazzi. Sono molto più agili nell’utilizzo degli strumenti come Teams e non è più una realtà estranea a loro, ma qualcosa che purtroppo hanno già sperimentato.

Gli insegnanti invece utilizzano in modo migliore il tempo a loro disposizione, vista la difficoltà nel concentrare una lezione che da fisica, diviene online. La DAD ha permesso anche il coinvolgimento di tutti gli alunni con regole, ritmo e rispetto per i compagni. Ma anche i genitori sono più preparati per la repentina restituzione dei materiali scaricandoli e scansionandoli.

Tuttavia, i ragazzi sperimentano anche il peso del ritorno alla DAD, che da novità diventa una consapevolezza al ritorno alle origini. Sentono il peso della lontananza fisica dai compagni, dagli insegnanti e dai loro spazi che fanno parte della quotidianità.

Una novità è che bambini DVA possono frequentare in presenza, rendendo più facile per loro questa situazione grazie allo stretto rapporto con le insegnanti.

Secondo lei, quali sono i pro e i contro della DAD che avranno un riscontro nel futuro?

Un aspetto positivo è sicuramente quello che definirei “Ecologia della forza”: gli insegnanti si gestiscono meglio ed è sicuramente più funzionale. Inoltre avendo già sperimentato questa situazioni, non vengono più commessi certi errori ma anzi ci saranno solo miglioramenti. Gli insegnanti si interfacciano con gli alunni in modo più facile ed è sicuramente un alleggerimento per i ragazzi, stare a casa senza spostarsi nel tragitto casa-scuola.

Gli aspetti negativi invece riguardano il contatto fisico, che viene a mancare  (come già detto). Inoltre c’è il rischio che, visto che funziona, possano continuare la dad anche in futuro, approfittandosene ma sempre a discapito dei ragazzi. I grandi esclusi sono i bambini.

In cosa la didattica online ha aiutato la scuola?

La didattica online ha sicuramente permesso di dare voce a tutti poiché è un modo di fare lezione totalmente diverso, permettendo anche ai più timidi, di esporsi.

Ci ha permesso di prendere sicurezza con gli strumenti tecnologici e di ottimizzare tempi e risorse come la gestione delle riunioni dei genitori e il collegio docenti.

Ci tengo a ringraziare tutti gli insegnanti e il personale per la collaborazione che hanno mostrato in questo periodo così difficile, non è per niente scontato. Insieme siamo una grande squadra.

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