Che cos’è?
Il 25 Marzo si celebra il Dantedì: la giornata dedicata a Dante Alighieri. L’idea arriva dal giornalista e scrittore Paolo di Stefano, sulla base della giornata dedicata a Joyce, il Bloomsday. Quest’anno è particolarmente speciale perché coincide con l’anniversario dei 700 anni della morte del poeta.

Ma perché proprio questa data?
Secondo gli studiosi, proprio il 25 Marzo, Dante intraprende il suo viaggio nell’aldilà. Il sommo poeta è conosciuto infatti per la “Divina Commedia”. Un poema allegorico-didascalico, diviso in tre parti (cantiche) e scritto in terzina con rime incatenate.

Come hanno celebrato questa giornata, gli studenti della San Pietro?
Agli studenti delle classi che hanno aderito, è stato presentato loro il sommo poeta e la sua opera più famosa. Alle tre cantiche, poi, sono state associate delle canzoni che aiutassero a descrivere al meglio, attraverso la musica, le tappe di Dante nel suo lungo viaggio nell’aldilà.
La prima tappa è l’inferno, dove guidato dal poeta Virgilio, incontra personaggi famosi della sua epoca, morti poco tempo prima. Fuoco, fiamme, pene, mostri feroci. Quale musica descrive questo luogo tetro? Inferno dei Amaranthe.
La seconda tappa è il purgatorio. Le persone che incontra stanno cercando di imparare i loro errori e si stanno purificando per accedere all’ultima tappa: il paradiso. Quale canzone è perfetta per il purgatorio? The sound of silence di Gregorian.

Perché abbiamo bisogno del Dantedì?
Perché le parole di Dante sono sempre attuali, pensate che alcune parole le usiamo ancora oggi (come “Stai fresco”). Il suo viaggio può essere il cammino che tutti noi facciamo su questa terra. Così come dante è guidato dalle sagge parole di Virgilio, anche gli studenti sono aiutati dai loro insegnanti. E così come Beatrice afferra la mano del giovane poeta, anche i ragazzi sono presi per mano dai loro genitori.
Inoltre, è importante celebrare il nostro patrimonio culturale con giornate come questa, presentando anche ai ragazzi più piccoli le parole di un viaggio che supera i limiti della fantasia.

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